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Tu abiti l'Esistenza

Ti è mai capitato di dire: sono nato nella civiltà, nell’epoca sbagliata?

E’ spesso un modo per disidentificarti da abitudini e regole, ad esempio dalla modalità digitale di comunicare, o dal ritrovarti come una formica imbottigliato nel traffico, fino al subire la mancanza di empatia di altri esseri umani…

Ci sono moltissimi motivi per cui alcune volte, qualcuno sente di non essere nella civiltà giusta, nell’epoca giusta.


Come capisci se non abiti l'Esistenza:

  • E’ un modo di dire, ma in verità è uno dei sintomi di un malessere, e insieme di un potenziale, più profondo

  • Questo non sentirsi a casa in alcuni casi è una voce sottile che continua a manifestarsi durante la giornata, quel senso di insoddisfazione e di mancanza di comprensione che si percepisce verso e da gli altri e spesso anche nel dialogo tra sé e sé.

  • Quando hai la netta percezione che la tua vita non può alimentarsi solo di routine, dell’educazione che hai ricevuto dalla famiglia, del codice di educazione della società in cui sei cresciuto…

  • Dov’è la felicità gratuita? Quella che non dipende da nessuno e da nulla, quella che senti appartenerti di diritto ma non riesci ad afferrare, a tenere dentro costantemente, a coltivare Perché molto più spesso si presenta quella vena sottile di malinconia, come se avessi perso qualcosa o qualcuno di prezioso, come se stessi perdendo tempo e non stessi esprimendo davvero ciò che sei?


Il campanello d'allarme: Tu non abiti l'Esistenza

Questo mal di vivere è in realtà la nostra sveglia interna, quella che ci sollecita al cambiamento e non ci permette di accontentarci di divenire cloni in uno spazio tempo come quello che stiamo abitando in questo momento sulla terra.  La sveglia che ci ricorda ci ricorda che siamo più di quanto vogliamo raccontarci, e che ciò che davvero abitiamo non è una casa con una famiglia, un lavoro più o meno soddisfacente e un pugno di hobby e di amici.

E capita, raramente, come quando eri un bambino, di chiudere gli occhi e avere la concreta intuizione di essere di più, di avere una consistenza più grande del tuo corpo, persino della tua mente, con i suoi prodotti fatti di pensieri o schemi, di ricordi e proiezioni. In rarissimi e spontanei momenti, senti di appartenere a qualcosa di più vasto.


Tu abiti l’Esistenza

Ecco, è in quei rarissimi momenti che stai davvero esistendo, che sei un tutt’uno con l’onda della Realtà che è fatta anche del tuo manifestarti. In quegli istanti di silenzio interiore percepisci di essere un frammento di esistenza in cui sei la goccia che compone l’onda e contemporaneamente ti rendi conto che sei l’onda stessa.

Ciò che importa è che in quegli istanti in cui ti sembra di perdere il contatto con la realtà, in cui tutto diventa distante e relativo, in verità sei pienamente reale. A volte capita prima di addormentarsi, sembra come di vedere da una prospettiva diversa l’intera giornata, e i fatti, le relazioni e le situazioni divenire una sorta di eco sempre più lontano e insignificante davanti il sogno che ti aspetta.

Piuttosto che rinnegare questi momenti di vero iniziale contatto con te stesso, puoi dedicare tempo ad ascoltarli, osservarli, capire dove ti portano, cosa ti suggeriscono e magari inizierai ad intuire che non esiste un’epoca sbagliata o giusta in cui nascere, semplicemente, ciò che davvero può contare, è riappropriarti della tua natura senza spazio e senza tempo, dedicare attenzione a ciò che ti “rende diverso” dalla massa, sperimentare il piacere di contemplare un tramonto o uscire fuori dalla mente ordinaria guardando le stelle in un cielo di notte, abbracciare il silenzio in momenti di solitudine e perché no, magari in mezzo agli altri.

Dobbiamo dare spazio alla nostra parte più profonda, reale e ignota di manifestarsi, di parlare ed esprimersi. Guardarla, conoscerla…conoscerci, è l’unico modo per iniziare a non dipendere da un’epoca storica, una società e civiltà. E’ il modo per iniziare a farti domande che possono aprire nuovi capitoli incredibili da vivere:

Cosa cerco? Mi interessa uscire fuori da tutto quello che non mi soddisfa? C’è qualcosa di più per me?


Dobbiamo dare spazio alla nostra parte più profonda, reale e ignota di manifestarsi, di parlare ed esprimersi. Guardarla, conoscerla
Tu Abiti l'Esistenza

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