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Origini- Storia del Collegio Filosofico Laforghiano

La Nascita del Collegio Filosofico Laforghiano

 

Neanche nell'attività di Loggia Giancarlo trovò "gli uomini e gli eventi adatti": c’era una tendenza a "giocare a fare gli iniziati", il tutto condito con il giro di politiche di corridoio e di ambizioni sfrenate di alcuni. Giancarlo non si scoraggiò; organizzò dei sabati culturali in cui venne impostata, fra l'interesse generale, la tematica della Filosofia Laforghiana. L’instancabile attività di Giancarlo in seno alla Massoneria fu scambiata per ambizione e due dirigenti del gruppo massonico incominciarono a "coltivarlo" per spingerlo a fondare una nuova corrente massonica "veramente iniziatica", di cui essi sentivano l'esigenza, sostenendo di essere troppo in vista e presi di mira per potersi muovere liberamente e capeggiare personalmente 1' iniziativa.​Le seduzioni nei confronti di Giancarlo si sprecarono: lui e Daniela vennero introdotti negli ambienti più esclusivi e raffinati, si svolsero a loro beneficio affascinanti e misteriose conversazioni che si protraevano fino all'alba, in cui i due "cospiratori" giocavano al Conte di Saint Germain; al punto che uno dei due, quale "Grande Iniziato" che "legge dietro la fronte", ma che non riusciva a spiegarsi le esitazioni di Giancarlo davanti ad un sì ambizioso progetto, prese da parte Daniela e la incitò a non ostacolare il "marito", ma anzi ad appoggiarlo, poiché: "quel ragazzo ha stoffa, ma per ora è solo un sacerdote, devi aiutarlo a diventare anche un guerriero!"Quali illusioni! Quando il "mite" Giancarlo al fine accettò di porsi a capo di una Loggia per poi distaccarla, il "fratello" si fece in quattro per aiutarlo, ma quando finalmente comprese che il gruppo che si stava formando non era e non avrebbe potuto essere la Massoneria, preferì disimpegnarsi, adducendo problemi coniugali.

 

Ma Giovanni D. N., che vedeva in quel gruppo massonico un importante aggancio personale, per non perdere queste prospettive, tradì.​Grazie alla delazione di D. N., i dirigenti vennero così a conoscenza dell'avvenuta decisione di attuare il tentativo di secessione, ma nel frattempo Giancarlo aveva già allacciato idonei rapporti e al primo insorgere di grane diede le dimissioni contemporaneamente a Roberto T., Sergio M., Silvio D. e Umberto S., interrompendo di conseguenza i sabati culturali ed ogni altro aiuto.Intanto a Spazio 4, dopo un periodo di crisi causata dal fatto che Giancarlo non vi si dedicava più completamente, la situazione andava a gonfie vele.Nell'ottobre 1972 erano state aperte la Sezione Artistica presieduta da C. C., che organizzava mostre e manifestazioni musicali, e la Sezione Giovanile presieduta da Danilo N., che si riuniva il sabato pomeriggio ed era aperta solamente ai minori di 17 anni.

 

L’unico "grande" era Silvio D. che presenziava alle riunioni in qualità di supervisore del direttivo. Al Corso di Istruzione Esoterica erano iscritti individui interessanti: Giancarlo F., Rudy L., Giovanna e Giovenale B., Roberta e Rino A., Massimiliano R. e Annibale e Giuseppina L., che però mandavano avanti il discorso privatamente con Giancarlo. Spiegare cosa fosse il Corso di Istruzione Esoterica e i non meglio identificati "Livelli" che gli stavano dietro non è assolutamente facile, e risulterà di difficile comprensione per coloro che oggi conoscono la realtà dell’istituzione; infatti noi fratelli non lo eravamo, o per lo meno non sapevamo di esserlo.​Per essere ammessi ai "Livelli", che erano cinque, bisognava prestare una specie di giuramento che sostituiva la vera e propria iniziazione; non veniva dato nulla di scritto, ed esisteva solamente un abbozzo di quello che è oggi il corpo dottrinale dell'istituzione. Non esistevano nè L'Assemblea nè un bardana dichiarato, e si passava di livello grazie alla comprensione intellettuale dei problemi e alla buona volontà.

 

In questo contesto è comprensibile che si passasse di livello in pochi mesi pur non essendo in un consesso e non avendo la più pallida idea di cosa fosse un Gabaon; Giancarlo per noi era un istruttore e niente più.Chi aveva iniziativa e intelligenza andava avanti, e infatti di Giancarlo F., benché fosse giovanissimo, si ventilò subto la possibilità che potesse in un futuro abbastanza prossimo fondare una sede del GS4 a Rivoli. Nel marzo del 1973 passarono al III Livello: Clara Z., Daniela Z., Giancarlo F., Patrizia B., Roberto T., Sergio M., Silvio D., e Umberto S.Il 29 aprile 1973 venne fondata la sede di Rivoli.​Intanto, per ragioni di lavoro, Roberto T. ritornò a Roma e anche a lui il direttivo affidò l'incarico di fondare una nuova sede del GS4, iniziativa che si concretizzò il 29/8/73.In Giancarlo F. e Roberto T., probabilmente, Giancarlo vedeva valide carte, poiché riteneva di aver trovato in essi un'adesione cosciente e un appoggio incondizionato, sul quale appoggiare i suoi programmi a lunga scadenza per la fondazione della nuova "Alleanza".Egli probabilmente ritenne che, grazie ad essi e a Daniela, fosse possibile continuare per qualche anno ad impostare dei Corsi di Istruzione Esoterica con dei "Livelli" informali e, nel frattempo, poter mettere per iscritto gli statuti e il Corpo Dottrinale dell'istituzione, in modo che all'atto della nascita essa fosse già completa di tutto.Venne L'estate del 1973, e con essa un incidente rivelatore.Giancarlo B., Daniela Z., Giancarlo F., Roberto T., Giovanna N. e Giovenale B., Roberta e Rino A. e Max R., avevano deciso di andare in vacanza insieme; l'obiettivo comune era la zona megalitica della Bretagna.

 

Fin dalla partenza fu evidente che Giancarlo B. intendeva applicare verso i compagni di viaggio un atteggiamento che oggi verrebbe giustamente definito "didattico", ma che allora sembrò ad alcuni una manifestazione di intolleranza e prepotenza. Il culmine della crisi venne raggiunto a Chartres, e il gruppo si divise a metà; da una parte Giancarlo B., Daniela, Giovanna e Giovenale, dall'altra Giancarlo F., Roberto, Roberta, Rino e Max che agli occhi di questi ultimi era stato per tutto il viaggio la vittima di Giancarlo.A Giancarlo probabilmente quel giorno sembrò che tutti i suoi sforzi naufragassero; ne soffrì molto, e contemporaneamente pensò: si rese conto che, anche se non si sentiva ancora pronto, era giunto il momento di mettere le carte in tavola, di uscire allo scoperto. Si rese conto che il gesto di Giancarlo F. e Roberto doveva avere per lui il senso di una spinta ad agire; tanto più che, appena giunti a Torino, Giancarlo F. e Roberto, accusati da Silvio di non aver agito "fraternamente" nei confronti di Giancarlo B., si scusarono dicendo che non avevano idea di cosa comportasse "fratellanza" e che, non vedendo in Giancarlo un Antico, ma solo un amico, non erano riusciti a sopportare il suo modo di fare autoritario e spesso prepotente nei confronti di Max.Incominciò allora la lotta dell'Antico contro il tempo;Il bisogno continuo di rafforzare e rinsaldare una struttura già esistente e funzionante.Nel settembre del 1973 fu presa da Giancarlo B. la decisione di fondare una struttura iniziatica di tipo piramidale, basata sullo studio scientifico e razionale della Realtà che per il momento avrebbe preso il nome di Collegio Filosofico Laforghiano, i cui appartenenti si sarebbero chiamati tra di loro "fratello", dando alla parola il significato universale ed oggettivo che ha oggi per noi.​

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