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Origini- Storia del Collegio Filosofico Laforghiano

La nascita del Secondo Ciclo

La Prima Generazione

 

La mole di lavoro che attendeva Giancarlo B. nel settembre 1973 era enorme; purtroppo, solo lui se ne rendeva conto: tutti i Seminari, gli Statuti ed i Rituali mancavano, bisognava mettere tutto per iscritto e nessuno era in grado di aiutarlo, poiché solo lui conosceva il vero aspetto dell'istituzione. Ma prima di potersi dedicare completamente a questo immane compito, bisognava che fondasse il Collegio e poi che decentrasse, almeno in parte il lavoro contingente.​Ricordiamoci infatti che il Collegio esisteva, solo ufficiosamente, sotto il nome di "Corsi di Istruzione Esoterica", che si riconosceva in un solo gruppo, il quale a sua volta era totalmente dipendente da Spazio 4, e che tutto faceva capo ad un solo leader: Giancarlo B.

 

La prima mossa fu indurre Daniela Z. a fondare un nuovo Centro Culturale. Questo nuovo gruppo si sarebbe chiamato "Artemide" e si sarebbe occupato esclusivamente di parapsicologia; Clara, Patrizia e Giovanna lasciarono Spazio 4 e seguirono Daniela nella nuova avventura. A ottobre del 1973 si potevano contare all'attivo due centri culturali funzionanti di cui uno, Spazio 4, con due sedi decentrate: quella di Rivoli e quella di Roma.​Furono mesi di enorme attività, i Gruppi funzionavano a pieno ritmo, e nuovi volti fecero capolino nella lunga sala. Alcuni si mostrarono particolarmente interessati e si fermarono; si chiamavano Luciano R., Giancarlo T., Maria Pia P. e Sandra G. Erano intelligenti, simpatici e pieni di buona volontà, così fu quasi subito preso in considerazione il loro ingresso; allora la prassi d'ingresso era semplicissima e non comportava alcuna preparazione preliminare, ma per un individuo cosciente ed autocritico era invece enorme la difficoltà, subito evidente, di dover agire e a volte dare durante l’atto di una faticosa acquisizione. Intanto l'Antico proseguì nella sua opera di decentramento; dopo essere passati al IV Livello, Daniela, Giancarlo F. e Sergio M, furono quasi contemporaneamente elevati alla dignità di Gabaon Daniela e Giancarlo F., e fondarono rispettivamente l'Athanor e l'Hermete; il consesso primigenio diretto da Giancarlo B. prese il nome di G.R.A.A.L. (Gnosis recepita ab antiqua luce) ovvero: Conoscenza ricevuta dall'antica luce.

 

Ma la gloriosa Istituzione non disponeva nemmeno di un luogo simbolico; ci si riuniva alla buona nella saletta retrostante Spazio 4 che era adibita a sala di lettura per i soci, ma si sentiva profondamente il bisogno di riunirci ritualmente, e si continuava a cercare dei locali adatti alla bisogna. Dopo un mese dovemmo arrenderci all'evidenza: i locali gran di e disposti come li volevamo noi erano troppo cari per le allora esigue casse dell'istituzione: ripiegammo umilmente sulla saletta, la quale, tra lo stupore generale, fu interdetta ai soci con la scusa che era stata adibita ad archivio. I lavori di ristrutturazione durarono circa un mese; alla fine di novembre il primo, minuscolo Tempio era pronto, e fu possibile procedere alla Iniziazione di coloro che, virtualmente, già facevano parte dell'istituzione: Giovenale B., Giovanna N., Annibaie L., Giuseppina J. e Claudio B.​Con i nomi di questi fratelli si chiude quella che abbiamo chiamato la prima generazione del C.F.L., quella di uomini che hanno partecipato a trasformare in una realtà storica quella che fino a quel momento non era stata che una splendida potenzialità protetta dalla memoria e dalla volontà dell'Antico e della quale, all'esterno, non si coglievano che le briciole; alcuni di loro non sono più tra noi poiché la loro fragile preparazione individuale non ha retto alle dinamiche che si sono sviluppate in seguito in seno all'istituzione, ma io ritengo che il loro nome debba, ugualmente essere ricordato con fraterno affetto; essi sono: Claudio B., Patrizia B., Sergio M., Silvio D. e Umberto S.

 

Intanto l'Antico abbandonò anche la sua ultima posizione ufficiale nel mondo profano nominando Giuseppina. J. presidente ad interim di Spazio 4; l'interinato di Giuseppina fu una questione puramente formale dovuta a ragioni cautelative nei confronti del proprietario dei locali; di fatto Giancarlo B. da allora non interferì più nelle questioni interne del Gruppo.​Anche questo fu un passo importante nel lento cammino verso la normalizzazione che era stato intrapreso: Spazio 4 perdeva la sua funzione di alter ego del Collegio, per assumere la veste di Gruppo Filtro, alla pari con Artemide e la sede di Rivoli.Era venuto per l'Antico il momento del lavoro continuo e ossessivo, pianificato sulla distanza di anni, nel continuo timore che la morte venisse ad interromperlo lasciando i sopravvissuti gestori di un mosaico al quale mancassero tessere essenziali a costituirne la fisionomia e al quale ognuno istintivamente avrebbe cercato di darne una propria.Questo è un pericolo sempre presente, e si manifesta anche oggi che abbiamo in mano praticamente tutto, poiché è molto più semplice ed infinitamente meno doloroso cercare di adattare l'Istituzione al proprio modo di essere piuttosto che cercare di accettarne la realtà.Ma allora, data l'oggettiva penuria di dati, non sarebbe stato tanto un caso di cattiva volontà quanto una conseguenza logica degli avvenimenti ed avrebbe portato fatalmente all'inquinamento del messaggio primitivo, a scivolare nel progressivo decadimento ed infine alla scomparsa dell'istituzione, che sarebbe stata la logica conclusione di questo processo.

 

Tutto questo naturalmente Giancarlo B. lo sapeva benissimo ed infatti non si concesse pause nel suo lavoro.Di fatto il Collegio era nato, i suoi aderenti lavoravano, si muovevano disinvoltamente nel tessuto profano suscitando curiosità ed interesse; ancora una volta nella storia moderna dell'Umanità la Tradizione Primordiale riaffiorava dalle nebbie del passato, per riproporre il suo messaggio e (che caso!) lo faceva in un momento in cui il mondo era in subbuglio per il passaggio ravvicinato di una cometa.Questo fatto, considerato di buon auspicio l’istituzione, ispirò la redazione di un manifesto di fondazione che il 22 dicembre 1973, nel piccolo tempio venne letto a tutti i fratelli riuniti per celebrare la nascita ufficiale del C.F.L.

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